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martedì 25 ottobre 2011

Altrisogni 4: Nel buio – Yuri Abietti intervista Giuseppe Agnoletti

Ecco di seguito l’intervista fatta da Yuri Abietti, vincitore della sezione letteraria, a Giuseppe Agnoletti, vincitore della sezione fotografica del concorso Nel buio.




La foto vincitrice, su Altrisogni n.4 e D&N n.11
Yuri Abietti: La foto che ha vinto il concorso è decisamente inquietante e al tempo stesso affascinante. Ci racconti qualcosa di più riguardo alla casa che, dici, era tanto che volevi fotografare? Come mai ti ha colpito così tanto? Dove si trova?

Giuseppe Agnoletti: Era una vecchia casa fatiscente, dico era perché adesso è stata buttata già e ricostruita in maniera simile, ma non uguale a prima. Una di quelle antiche dimore che ti aspetti di trovare nei racconti gotici. Si trova a Forlì, ai limiti della città, ai margini della via Emilia verso Bologna. Io sono decisamente attratto dalle case vecchie, esercitano su di me un fascino incredibile. Credo sia colpa della mia venere in cancro e in quarta casa, che ne potenzia il significato. Chissà?
Sì, era tanto che volevo fotografarla. E quando mi sono deciso, lì davanti ho trovato il gatto! Fantastico, come se ci fossimo dati un appuntamento. Il resto è venuto da sé. Una serie di scatti e poi il lavoro di fotoritocco.
La casa in rovina, il gatto: ecco un efficace omaggio a E.A.Poe, La rovina della casa degli Usher e Il gatto nero.


lunedì 24 ottobre 2011

Altrisogni 4: Nel buio – Giuseppe Agnoletti intervista Yuri Abietti

Ecco di seguito l’intervista fatta da Giuseppe Agnoletti, vincitore della sezione fotografica, a Yuri Abietti, vincitore della sezione letteraria del concorso Nel buio.


Giuseppe Agnoletti: Spesso si dice che scrivendo racconti non si va da nessuna parte. Tuttavia hai pubblicato una raccolta e stai lavorando a un romanzo science-fantasy; quale  il tuo impatto con una vicenda più completa, lunga e articolata?

L'ultimo incantesimo, di Yuri Abietti,
Dbooks.it 2010
Yuri Abietti: Innanzitutto non sono d'accordo (come penso non sia d'accordo nemmeno tu) sulla premessa che “scrivendo racconti non si va da nessuna parte”. Credo, al contrario, che il racconto sia un mezzo comunicativo estremamente efficace e divertente, sia da leggere che da scrivere. Riguardo al mio romanzo science-fantasy, per ora è rimasto fermo a uno di quegli “stop” che, almeno credo, chiunque si accinga ad affrontare una narrazione più lunga e completa, prima o poi, inevitabilmente incontra. Il mio impatto con una vicenda più lunga e articolata è simile all'impatto tra i marines americani e le truppe tedesche a Omaha Beach... Sfortunatamente, trovo sempre molto difficoltoso avere la pazienza e, soprattutto, il tempo necessari per portare a termine un compito più ampio e complesso. Ma pagina per pagina, parola per parola... Staremo a vedere!